Trasformare l’acqua in vino con una bottiglia “miracolosa”

di Fabrizio Pini

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERALa ricerca di oggetti sui campi di battaglia non è fatta solo di materiale ferroso, infatti è piuttosto frequente trovare cocci di vetro, di solito sparsi ovunque, in prossimità delle baracche o ricoveri dove i soldati vivevano.
Potete immaginare, nei momenti di pausa, o cambio dalle prime linee, i fiumi di vino, birra e liquori che venivano consumati tra una sigaretta e l’altra o una lettera da scrivere o ancora più verosimilmente per dimenticare cosa stavano passando.
Le bottiglie di allora non avevano solo le etichette ma spesso erano lavorate in rilievo con scritte e simboli, a volte veramente spettacolari, tanto è vero che si è sviluppato un settore collezionistico specializzato solo nella raccolta del vetro.

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Pensandoci bene trovare bottiglie integre è molto più difficile che trovare del ferro considerando non solo gli ormai 100 anni trascorsi ma il contesto in cui sono state usate, con esplosioni, crolli, spostamenti d’aria e molto altro. Tuttavia una spiegazione esiste, infatti per evitare che centinaia di soldati ammassati in poche baracche cospargessero e saturassero il terreno circostante di immondizia, venivano scavate capienti buche ai bordi del villaggio che una volta piene venivano ricoperte di nuovo di terra. Qui scatta l’esperienza e la fortuna del ricercatore nel ritrovare queste piccole discariche e riportare alla luce i fragili recipienti e vi garantisco che quando succede c’è veramente da festeggiare.
Dopo questa lunga premessa, veniamo alla ragione dell’articolo, oggi voglio parlarvi di una bottiglia molto curiosa in uso tra le truppe germaniche e che ho avuto la fortuna di trovare in una piccola discarica del fronte occidentale sulle Argonne.

4Se ci pensate non era poi così semplice trasportare in periodo di guerra migliaia di bottiglie di vetro così i tedeschi sempre pronti a studiare nuove soluzioni inventarono delle piccole bottigliette alte 12 / 13 cm e spesse 3 cm che contenevano 200 gr. di un estratto di vino ovvero un concentrato (la traduzione testuale da tedesco all’ italiano dice aceto di vino) che diluito in una bottiglia d’acqua serviva per fare 1 lt abbondante di un “buon merlot”. Tra le caratteristiche zigrinature in rilievo, c’è stampata la scritta6: Für eine Weinflasche, ovvero per un fiasco di vino. Dalla parte opposta c’era l’etichetta con le istruzioni d’uso e i vari brevetti della fabbrica che aveva sede a Dusseldorf. Mi sono sempre immaginato la faccia piacente e stupita di questi soldatoni Prussiani riempire un secchio d’acqua dal torrente del vicino bosco, estrarre dal taschino della giubba la bottiglietta e trasformare l’acqua in vino, si saranno sentiti quasi onnipotenti…… La mia curiosità più grande sarebbe quella di sapere la gradazione e il gusto che francamente non penso fosse di prima qualità. Possiamo solo immaginarlo…
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