Cani da trincea

di Fabrizio PiniFOTO2

Con lo scoppio della prima guerra mondiale non furono mobilitati solo milioni di uomini ma vennero impiegati anche migliaia di animali utilizzati peri più svariati motivi, Cavalli, muli l’hanno fatta da padrona ma non possiamo dimenticare i piccioni e l’animale ancora adesso forse più amato, il cane.
Gli animali al fronte erano così importanti che venivano trattati alla pari di un soldato, erano dotati di maschere Antigas appositamente costruite e adattate alle loro forme.
Venivano curati da veterinari specializzati e in talune circostanze trascorrevano la degenza negli stessi ospedali da campo dove erano ricoverati gli uomini.
Mangiavano tre volte al giorno, colazione, pranzo e cena e alcuni furono addirittura decorati.

Probabilmente l’animale eroe più famoso rimane il piccione messaggero dell’esercitoFOTO1 Americano che ricevette la medaglia d’oro al valore per avere salvato il Proprio battaglione che si era perduto nelle foreste delle Argonne tra le linee Tedesche nel 1918.
Gli uomini ormai stremati affidarono la loro salvezza all’unico piccione rimasto che nonostante il tiro serrato dei nemici riuscì ad arrivare al comando con un occhio e una zampa asportati dalle fucilate e con un colpo di striscio al petto.
Salvò 194 militari e ancora oggi lo si può ammirare imbalsamato al National Museum of American History di Washington.

Ma torniamo all’impiego dei cani in trincea.
Visto la loro intelligenza, adattabilità velocità e fiuto furono utilizzati per numerosissimi scopi tra cui:

Portaordini sugli scenari bellici più impervi e pericolosi o quando un bombardamento interrompeva i collegamenti telefonici , dotati di un collare con cilindro metallico che conteneva i messaggi.

Primo soccorso, equipaggiati con grosse borse di tela che contenevano i medicinali , facevano ricerca e salvataggio dei feriti sul campo di battaglia .

Cacciatori bonificando le trincee dai numerosissimi ratti che le infestavano

Traino principalmente sul fronte Italiano dell’Adamello, soprattutto alani e maremmani abruzzesi,  trainavano su carretti, piccoli cannoni, cibo, armi, proiettili, legna, al posto di asini e muli perché più veloci e meno visibili.

Sentinelle con il loro udito e olfatto erano e sono ancora imbattibili

Visto che in Europa il fronte copriva un territorio vastissimo e che Vi parteciparono praticamente tutte le nazioni , le razze impiegate dei “cani da trincea “ furono numerosissime , tutti i tipi di cani pastori , soprattutto Pastori tedeschi poi terrier, rottweiler, dobermann , collie , levrieri, Sanbernardo ma anche meticci, l’importante era che fossero sani e robusti.
Come potete immaginare è molto raro trovare sul campo oggetti appartenuti ad animali che hanno silenziosamente servito gli uomini in battaglia.
Ovviamente ferri fa mulo , finimenti di cavalli , striglie sono all’ordine del giorno ma qualcosa di specifico sui cani è quasi impossibile.
Dico quasi perché almeno due oggetti ho avuto la fortuna di trovarli e quindi di poterveli descrivere
FOTO3Il primo è un collare trovato sul fondo di una galleria austriaca che ha la particolarità di essere un trench art, infatti probabilmente il soldato lo costruì proprio con del materiale trovato in trincea, le placchette di ottone sono state ritagliate e sagomate da un bossolo di cannone collegate tra loro da Filo di ferro.
Il secondo oggetto è stato trovato proprio quest’anno sulle dolomiti ed è una bellissima miniatura di un bassotto in piombo probabilmente donata dal figlio al padre prima di partire per il fronte o semplicemente FOTO4portato in prima linea come porta fortuna.
Ma sicuramente il ritrovamento più bello lo ha fatto il mio amico di ricerche e socio del nostro gruppo.
Una medaglietta con la scritta :
CANE DA GUERRA di nome CLISO appartenuto al sottoufficiale ungherese RAMOV inquadrato nel REGGIMENTO di FANTERIA NR.22.

FOTO5Di che razza era, che compito ricopriva e come morì non lo sapremo mai ma aver ritrovato la sua medaglia di riconoscimento riporta in vita la memoria di quei fedeli compagni a 4 zampe che supportarono i soldati anche in quei momenti tragici e difficili.

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