Storie di famiglia: il cugino di mio nonno, Mario Bertelli

di Gian Paolo Bertelli.

bertelli 1La ricerca su un parente caduto nella Grande Guerra può partire anche da una ricerca genealogica, nel mio caso quando una ventina d’anni fa iniziai ad occuparmene. Consultando le schedine anagrafiche del censimento del 1861, mi accorsi che di alcuni appartenenti alla mia famiglia non c’era traccia nel censimento del 1921. Da una ricerca più mirata trovai la soluzione: ben cinque appartenenti alla mia famiglia erano deceduti nella Grande Guerra. Del fratello di mio nonno sapevo qualcosa: Bertelli Celso era caporal maggiore nel 2° Granatieri, era stato ferito mortalmente nei pressi di Oslavia, aveva cessato di vivere due giorni dopo il ferimento nell’Ospedale Militare di Verona e venne inumato nel Sacrario della città. Il cugino Bertelli Armando, padre di quattro figli era effettivo del 27° Fanteria quando fu ferito sul Podgora. Mandato in convalescenza tornò al fronte questa volta nelle fila del 136° Fanteria, catturato dopo Caporetto morì a Mauthausen il 4 novembre 1918. I suoi resti sono tumulati nel cimitero locale.
Un altro cugino, Bertelli Angelo, effettivo del 44° Fanteria, dopo aver combattuto sul Lemerle trovò la morte in combattimento sul Monte Santo il 26 agosto del 1917. Sempre consultando gli archivi comunali scoprii un altro caduto, il caporal maggiore Bertelli Cleto del 132° Fanteria, morto in combattimento il 29 giugno 1916 sul Carso.
Spostando ulteriormente la ricerca agli anni preunitari trovai un ulteriore consanguineo che apparteneva ad un ramo della famiglia che a metà ottocento aveva lasciato S. Agostino nel ferrarese per trasferirsi a Galliera nel bolognese.
Il nome di questo caduto era Bertelli Mario, sergente, avventizio ferroviere, classe 1895, nato a Bertalia una frazione di Bologna. La ricerca iniziò nel 2011 con una richiesta di informazioni a Onorcaduti: qualche documento l’avevo trovato, ma, solo grazie all’interessamento di Giacomo Bollini, sono entrato in possesso di una sua fotografia e di alcune importanti testimonianze, fra queste la lettera del suo ufficiale che annuncia alla sorella del Caduto la morte del congiunto descrivendone le circostanze.
L’estensore della lettera fu il sottotenente Camillo De Gregori, decorato di Medaglia di Bronzo al V.M. per la stessa azione che vide protagonista Bertelli Mario e che valse a quest’ultimo la Medaglia d’Argento al V.M.

bertelli 2bis

Questo è il testo della lettera:
“Dal fronte 12-7-1918
Gentilissima Signorina,
ho ricevuto ieri sera la sua lettera e stamane da sotto la tenda le rispondo subito.
Avrei scritto già prima se avessi conosciuto il suo indirizzo ma lo ignoravo.
Il mio compito è doloroso, estremamente doloroso, e lei signorina non può immaginare come mi piange il cuore a dover dare, io, proprio una nuova dolorosa.
Faccio appello alla sua anima generosa, alla forza ed all’eroismo che le nostre donne posseggono per avere la forza di sopportare ciò che le dirò. Lei può andare orgogliosa del suo Mario, egli è un eroe. Eravamo insieme su una posizione che presidiavamo con i nostri plotoni.
Col sergente Bertelli ho vissuto quindici giorni come fratelli, e nelle giornate fatidiche del 15 e 16 giugno è stato lui che ha salvato la situazione. Lui che bello come un Dio con un coraggio da leone andava dove più era il pericolo ad animare gli uomini a spingerli al contrattacco.
L’ho proposto per una medaglia d’argento al valore e nessuno più di lui è certo l’abbia meritata.
Glielo dice uno che ne ha visti, benché giovane, una che non ne ha trovata ancora uno in diciotto mesi di guerra che per eroismo, servizio bellico, bontà d’animo somigliante al suo Mario.
Io parlo con lei come parlerei con mia sorella, di un mio fratello diletto.
Io scrivo di lui e piango, io che ho visto cadere al mio fianco dei compagni, dei colleghi, dei miei dilettissimi e che non ho mai pianto.
Il giorno 20, abbiamo ricevuto il cambio, e siamo andati in un luogo dove credevamo di stare a riposo. Il 22 disgrazia! Destino fatale! Alle 5 pomeridiane mentre si stava per distribuire il rancio, una granata austriaca è caduta in mezzo al plotone e mi ha rovinato 15 uomini, fra questi il povero Mario che è rimasto gravemente ferito alle gambe ed allo stomaco.
E’ stato raccolto subito, tutti gli ufficiali a cominciare dal Colonnello e finisco all’ultimo aspirante eravamo attorno a lui ed almeno ha avuto la soddisfazione di vedere l’ammirazione e l’affetto che tutti gli portavamo.
Nel suo dolore è stato stoico! Malgrado gli spasmi che naturalmente doveva sentire non ha mandato un lamento. A me stringeva, non potendo parlare, forte la mano.
Il cappellano era vicino a lui ed è morto come un santo.

bertelli 4

E’ sepolto adesso in un cimitero militare in un paesino giù dal Grappa.
Gli ufficiali del reggimento pensano di fargli innalzare un ricordo.
Signorina, sono stato forse crudele a raccontarle tutto ciò, ma lei deve essere orgogliosa di lui.
Certamente grandissimo deve essere il suo dolore ma pur grande deve essere la sua soddisfazione nel sentire del dolore che tutti, ufficiali e soldati hanno provato per la morte del suo Mario.
Del lutto e del ricordo ammirativo che il reggimento intero conserverà del suo Mario.
Mi perdoni di nuovo signorina il dolore che le reco, e mi permetta di stringerle come un fratello forte la mano, con quella stessa che per l’ultima volta ha toccata la mano del suo Mario. Distinti saluti, Sottotenente Camillo di Gregorio”
Bertelli Mario oltre alla Medaglia d’Argento al V.M. si era meritato anche due Medaglie di Bronzo al V.M. nelle fila del 47° Fanteria prima e nel 41° Fanteria poi.

bertelli 3

Dopo il ferimento causato dall’esplosione di una granata nemica fu trasportato nella 15° Sezione di Sanità dislocata a Romano Alto ai piedi del Grappa dove morì poche ore dopo.
Purtroppo ancora non è possibile individuare il luogo della sepoltura definitiva: per il Ministero i dati identificativi furono smarriti, spiegazione abbastanza opinabile in quanto gli ufficiali del 41° fecero apporre una stele sulla sua tomba. Dovrebbe essere tumulato fra gli ignoti nell’Ossario di Bassano, ma in questo caso non si capisce perché nell’elenco dei decorati non ci sia il suo nome. Le lapidi del cimitero vennero riutilizzate per l’edilizia locale dopo che furono asportate le targhette con i nomi e le fotografie. Oggi il suo nome compare nel monumento che sorge a Roma davanti al Ministero dei Trasporti, dedicato ai ferrovieri caduti in guerra. Nell’Albo d’Oro delle ferrovie compare il suo nome ma non c’è menzione delle medaglie al V.M. concesse.
Oggi nessuno del suo ramo è sopravvissuto e per questo ho sentito l’obbligo morale di ricordarlo.

Poco più di un mese fa una sorpresa ha posto fine finalmente alla ricerca della sepoltura di Mario Bertelli. Grazie alla collaborazione fra i soci delle due associazioni storiche a cui apparteniamo, Emilia Romagna al fronte e la Pico Cavalieri, gemellate ed amiche nel comune intento di ridare memoria a questi uomini di 100 anni fa, è stato possibile finalmente rintracciare la tomba di famiglia del ramo bolognese della famiglia Bertelli. La tomba si trova presso la Certosa di Bologna. Mario Bertelli riposa proprio lì, circondato dai suoi parenti che gli vollero bene in vita. Dopo tante ricerche, un “lieto” fine, se così si può chiamare. Mario Bertelli è nella sua tomba di famiglia e non fra gli ignoti del Grappa. Un piccola e magra consolazione per dei genitori, straziati dalla perdita, che, almeno, hanno avuto un luogo fisico reale su cui piangere la perdita del loro amato Mario.

Tomba Bertelli Mario

Un pensiero su “Storie di famiglia: il cugino di mio nonno, Mario Bertelli

  1. A me è capitato per puro caso di scoprire che un parente di mia madre è deceduto durante la Grande Guerra. Cercando informazioni però non ho potuto trovare molto, se non il luogo della morte tramite l’albo dei caduti consultabile online.
    Magari prima o poi riuscirò anch’io a ricostruire la sua storia…

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